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LA GRANDE SCOMMESSA
Storia dei primi trent’ anni della Pubblica Assistenza Sasso Marconi

La grande vitalità di questa associazione è il frutto di un lungo percorso, realizzato con la forte volontà di tanti che hanno creduto nella solidarietà e nell’impegno civile, per contribuire a migliorare la vita delle persone.

Per meglio valutare i risultati raggiunti, conviene ripercorrerne la storia, ricordando gli avvenimenti che più hanno inciso nel cammino dell’associazione.

Le origini

Dopo essersi ritrovato alcune volte spettatore impotente di drammatiche situazione di emergenza, fra queste, soprattutto un  terribile incidente stradale a Pontecchio Marconi dove, quando arrivarono i soccorsi da Bologna, avevano già cessato di vivere due bambine con il loro padre, nella primavera del 1980 Bruno Capri decide di frequentare un corso teorico pratico di primo soccorso organizzato dal Comune di Bologna. Successivamente, per mettere in pratica le nozioni apprese si iscrive alla associazione volontaria Pubblica Assistenza città di Bologna.

Nel 1981, avendo saputo che a Vado alcuni cittadini avevano costituito una associazione volontaria per il soccorso in ambulanza, Capri comincia a coltivare il progetto di realizzare anche a Sasso Marconi una analoga associazione che possa ridurre i tempi di soccorso; a quei tempi infatti l’intervento avveniva spesso in ritardo perché l’ambulanza partiva da Casalecchio o da  Bologna.

Convince, perciò, anche la moglie e alcuni amici a svolgere volontariato: Fiorenza Righi, Gabriele Carbonchi, Cesare Carbonchi, Romano Franchi e Gianna Poli; successivamente, fra i volontari della Pubblica Assistenza di Bologna incontra anche  Cristian Cuppi, anch’egli di Sasso Marconi.

Nell’autunno 1982, Capri organizza il 1° Corso di primo soccorso aperto a tutti i cittadini, confidando anche di poter realizzare un coinvolgimento dei partecipanti al progetto di realizzazione della associazione volontaria. Il Comune concede il patrocinio , la sala per il corso e i manifesti.

Il corso è tenuto dalla Dott.ssa Donatella Dammacco; visto l’alto numero di partecipanti (96) il corso viene sdoppiato per favorire la partecipazione dei lavoratori turnisti;  le lezioni pratiche sono tenute da Cristian Cuppi, con la collaborazione dei volontari delle P.A.  di  Bologna e Vado.

Durante il corso, i partecipanti vengono sollecitati a fare esperienza sulle ambulanze di Vado o Bologna e sensibilizzati ad un impegno per realizzare  una Pubblica assistenza a Sasso Marconi.

Capri, a seguito di diversi incontri con  l’Assessore  comunale Renata Bortolotti e con il Presidente della U.S.L. 20 Walter Baldassarri ottiene il superamento della diffidenza  iniziale, l’appoggio al progetto, l’impegno alla concessione di una sede e  la disponibilità della U.S.L. ad un  riconoscimento della associazione che si poteva andare a costituire.

La P.A. di Vado da la propria disponibilità a vendere, per un prezzo di favore,  la loro vecchia prima ambulanza Wolswagen.

I primi passi

Pubblica Assistenza Sasso Marconi, storia

Si rendono disponibili a impegnarsi per la realizzazione del progetto: Bruno Capri, Gabriele Carbonchi, Cristian Cuppi, Paolo Fabbri, Fiorenza Righi, Poli Gianna, Cesare Carbonchi, Salvatore Di Miceli, Sergio Sabbioni, Maurizia Sabbioni, Diomira Veri, Mauro Fanti, Guido Gualandi, Andrea Rimondini, Siriano Rocchi, Romano Franchi, Vanna Menarini, Danilo Bruni e Venturi Rino.

Ha così inizio l’avventura,  la grande scommessa di cittadini che ritengono possibile una società più solidale, e per questo danno gratuitamente il loro impegno.

Il 10/12/82  si costituisce il primo Consiglio Direttivo della associazione; viene affidata la presidenza a Gabriele Carbonchi, vicepresidente: Guido Gualandi, segretario: Sergio Sabbioni, amministratore: Salvatore Di Miceli, cassiere: Siriano Rocchi, responsabile dei volontari: Cristian Cuppi, Responsabile dei materiali: Paolo Fabbri, aiuto responsabile dei volontari: Vanna Menarini, aiuto responsabile dei materiali: Andrea Rimondini, consiglieri: Bruno Capri, Maurizia Sabbioni, Mauro Fanti e Rino Venturi.

Costituendo l’associazione si esprime la forte determinazione alla autonomia associativa, respingendo alcuni tentativi egemonizzanti che provenivano da una associazione bolognese.

Il 21/12/1982 alla presenza del notaio Bignozzi Lovato, viene legalmente costituita l’Associazione Volontaria Pubblica Assistenza di Sasso Marconi; il notaio, per contribuire, non ci fa pagare le spese di costituzione. Poco dopo entra a far parte della associazione Eros Tommasi, per questi trent’anni medico volontario, appassionato e scrupoloso Direttore sanitario della associazione.

Il 17/1/1983: vi sono già 30 iscritti alla associazione. Viene verificata la disponibilità concreta alla copertura dei turni dell’imminente avvio della attività e si organizza un nuovo corso intensivo di primo soccorso (tre lezioni settimanali) con inizio dal 5/2/1983, che porta immediatamente a 57 il numero degli iscritti all’associazione.

L’attività dell’associazione ha inizio il 13/2/1983, con l’ambulanza “Marconi 1”, un vecchio Wolswagen di quarta mano, acquistato dalla P.A. di Vado al costo di 4 milioni di lire, pagato con un prestito bancario, in servizio dalle ore 8 alle ore 23 di tutti i giorni, gratuito ai cittadini in caso di urgenza, offerta libera in caso di trasferimento malato.

Pubblica Assistenza Sasso Marconi

Per la sede della associazione, il Comune mette a disposizione un locale in Piazza dei Martiri, nell’edificio comunale, i locali attualmente utilizzati dalla ufficio commercio.

Lo stesso giorno dell’inizio attività, inaspettatamente, un rappresentante dell’azienda CHIMOSA  ci dona un contributo di 7 milioni di lire, con i quali è possibile estinguere immediatamente il debito con la banca e pensare al futuro con maggiore serenità.

Dopo poche ore di servizio avviene la prima chiamata di intervento di soccorso ad un ubriaco.

L’animazione sociale e il coinvolgimento nel progetto della associazione sono molto forti: il 12/3/1983 i soci iscritti sono già 84. Viene fatta una assemblea con la partecipazione di 45 soci.

Dopo circa 40 giorni di attività la associazione ottiene il riconoscimento ufficiale della U.S.L. 20 e la concessione della convenzione con copertura parziale delle spese per i servizi di soccorso urgenti.

Durante il primo anno di vita l’associazione, pur tra mille difficoltà, si distingue per serietà ed impegno; aumentano i volontari e quindi diventa abbastanza facile “coprire” i turni di servizio; infatti già da maggio l’associazione porta la sua copertura del servizio alle 24 ore.

Numerosi sono gli aneddoti di quei primi tempi dell’associazione: nel primo mese, sette o otto interventi vengono fatti sempre per lo stesso ubriacone. Quando cominciamo a fare i turni di notte,  Cristian Cuppi, forte animatore dei primi anni, si distingue come grande presenzialista, con tredici turni di notte nel primo mese d’agosto di attività; in una di queste notti gli capita di aprire  la porta della sede a un cittadino che aveva suonato perché aveva bisogno dell’ambulanza, presentandosi assonnato e seminudo, pensando di essere a casa propria.

Già dopo alcuni mesi di attività si rende necessario l’acquisto di una seconda ambulanza Marconi 2,  un Fiat ducato a tetto rialzato del costo di circa 50 milioni di lire.

Come iniziativa di autofinanziamento viene realizzato il primo calendario, ampiamente sponsorizzato, e distribuito casa per casa; il risultato va oltre ogni più ottimistica previsione: il contributo dei cittadini  permette di coprire tutto il costo della ambulanza appena acquistata.

La maggiore credibilità acquisita determina un sempre maggiore sostegno dei cittadini e delle forze sociali del territorio  permettendo una espansione  abbastanza rapida della associazione: anche la terza ambulanza viene acquistata esclusivamente con il contributo dei cittadini.

Comincia a prendere corpo anche la volontà di un impegno di protezione civile: si comincia a pensare anche all’acquisto di un fuoristrada.

Dall’autunno ’84 all’autunno ‘86 la presidenza della associazione viene affidata a Bruno Capri.

La sede della associazione si trasferisce in alcuni locali dell’edificio comunale all’angolo fra via Porrettana e via del mercato, i locali attualmente utilizzati dai vigili urbani.

Una bomba induce la nascita della nostra protezione civile

Il 23/12/84 esplode una bomba su un treno nella galleria di San Benedetto Val di Sambro, una strage terroristica, prima emergenza di protezione civile per l’associazione: ci distinguiamo per la  grande mobilitazione nelle operazioni di soccorso con mezzi e uomini, con grande coinvolgimento anche di altre risorse del paese.

Per favorire il decentramento e la partecipazione dei soci, nel 1985 vengono insediate delle commissioni, guidate da un componente il Consiglio Direttivo, che si fanno carico della gestione delle varie attività, con verifica semestrale del lavoro svolto. Questa iniziativa porta grande vitalità associativa.

Nello stesso anno, infatti, viene avviata anche l’attività di protezione civile, con attrezzature e formazioni specifiche: tenda da    campo, generatore di corrente, attrezzature sanitarie e logistiche; con la raccolta carta, stracci e ferro, ha inizio  le attività di autofinanziare l’associazione; viene acquistato un camion fuoristrada “Laverda” per la raccolta del materiale e viene allestita una  cellula da caricare sul camion in caso di necessità di protezione civile; partecipiamo alla nostra prima esercitazione di protezione civile, a  Parma.

L’attività di volontariato “puro” della associazione (senza compensi e senza dipendenti) comincia ad essere apprezzata anche fuori comune: perciò veniamo chiamati ad organizzare un corso di primo soccorso a Crevalcore e contribuiamo decisamente alla nascita di una P.A. in quel paese; organizziamo il primo corso di primo soccorso per cittadini a Marzabotto  e corsi all’interno delle scuole; fra questi, di rilievo quello tenuto all’Istituto Salvemini di Casalecchio di Reno.

Per fare meglio conoscere l’associazione, viene realizzato il primo giornalino Il pubblichiere,  un  ciclostilato completamente artigianale, distribuito ai cittadini.

Alla fine del 1985, viste le difficoltà a far fronte al notevole aumento delle attività della associazione, si comincia a prendere in considerazione l’opportunità di disporre di obiettori di coscienza per i servizi della nostra associazione.

Un forte desiderio di crescere e consolidarsi

Dall’autunno ’86 all’autunno ’88 la presidenza della associazione viene affidata a William Veronesi.

Questi sono gli anni dov’è forte il desiderio di crescere e di consolidarci all’interno del paese.

I diversi punti di vista dei soci non mancano di creare divergenze, dissapori e conflittualità, però questo fa sì  che chiunque abbia vere idee e volontà le metta a disposizione e contribuisca, anche attraverso forti dibattiti e confronti, al cammino della associazione. Questo, negli anni è avvenuto più volte e ha determinato i risultati positivi  della nostra storia.

In questo periodo, l’attività di protezione civile prende sempre più corpo, e dopo i primi tempi di prevalente attività all’interno del territorio comunale, si avvia un impegno esterno entrando a far parte del G.E.V.S. (Gruppo Emergenza Volontari Soccorso), una prima forma di aggregazione di più associazioni della provincia per operare nell’ambito della protezione civile.

Dopo i primi due numeri zero,  si inizia a far stampare Il pubblichere in tipografia e farlo spedire a tutte le famiglie di Sasso Marconi e Marzabotto.

Nello stesso periodo l’associazione comincia ad avvalersi della disponibilità di un obiettore di coscienza.

Nell’ambito delle attrezzature per la protezione civile, viene deciso di munirci di una ambulanza fuoristrada, a tal fine si arriva all’allestimento del nostro camion “Laverda 4×4”.

Vista la sempre maggiore importanza dell’attività di raccolta carta, stracci e ferro come attività di autofinanziamento, viene acquistato un camion Daily. Vengono inoltre migliorate le dotazioni di attrezzature, potenziando il parco radio.

Organizzando manifestazioni e serate di festa per finanziare e fare conoscere l’associazione, comincia a prendere sempre più corpo l’idea di realizzare una vera Festa della  Pubblica.

In quel periodo, si comincia a essere sempre più partecipi alla vita della Federazione Nazionale delle Pubbliche Assistenze (oggi ANPAS); a Sasso Marconi, ospitiamo un congresso della Federazione e la nostra associazione è sede di sperimentazione del nuovo sistema unico di  coordinamento di emergenza 118.

Nel maggio ‘88 ci si comincia a porre il problema di una nuova sede e di allargare le nostre attività verso altre forme di servizio: viene prese in considerazione l’area e la struttura della palazzina dell’ex campo da calcio di via dello sport, spazi all’interno di Villa Marini e un’area nei pressi della scuola media. Si avvia un intenso dibattito interno all’associazione, che porterà, dopo alcuni anni, alla realizzazione della nuova sede.

Aumentano le attività

Nel periodo della presidenza affidata a Augusto Lamandini, dall’autunno ’88 all’autunno ’92, si avviano numerosi nuovi campi di intervento e progetti di crescita dell’associazione.

Vengono avviate le attività di assistenza sociale ad anziani o disabili e il servizio di trasporto di sostanze ematiche alle strutture sanitarie, in convenzione con l’A.U.S.L. Le nuove attività rendono indispensabile l’acquisto della prima auto, Fiat Uno.

L’impegno e il valore della associazione nel movimento del volontariato trova conferma nella nomina del socio Valerio Muratori a Responsabile nazionale ANPAS di protezione civile e componente del Dipartimento del Ministero, rimanendo in carica dal ’88 al ’91. Altri componenti la associazione entrano a far  parte della Commissione regionale di prot. Civile.

Attraverso un contributo della Regione E.R., l’associazione ha in dotazione un tendone mensa, una cucina da campo per 300 pasti e un container per i servizi igienici.

Nell’estate ‘89: il gruppo di protezione civile della associazione è impegnato nella gestione del campo per l’assistenza di extracomunitari a Stornara (FG).

Il 6/12/90 un aereo militare cade sull’Istituto scolastico Salvemini: la nostra associazione è fra le prime ad intervenire su disastro per soccorrere i numerosi feriti, con tre autoambulanze.

Il nostro impegno per la promozione del volontariato, nel 1992 porta un contributo decisivo alla nascita del centro di coordinamento del volontariato provinciale di protezione Civile e centro regionale ANPAS di Villa Tamba a Bologna. Inoltre, contribuiamo alla realizzazione delle prime esercitazione di protezione civile a Sasso Marconi: in primavera la esercitazione provinciale “SASSO 1” e in ottobre l’esercitazione regionale  a Sasso Marconi “RUPE 92”. Nello stesso anno si realizzano le nostre prime iniziative di solidarietà internazionale, portando aiuto alle popolazioni coinvolte nella guerra della ex Jugoslavia: al paese croato di Buje, nel campo profughi di Ribnica in Slovenia e soprattutto nel paese devastato di Posusje in Erzegovina. Quest’ultima iniziativa ci impegna per otto mesi, fino a giugno ’93.

Ne frattempo comincia a prendere sempre più consistenza il progetto di realizzazione di una nuova sede associativa, attraverso una convenzione con il Comune che mette a disposizione l’area dell’ex macello comunale, avviandone la progettazione tecnica.

La nuova sede

Durante la presidenza di Pier Luigi Prandini, dall’autunno ’92 all’autunno ’94,  grande parte dell’impegno associativo è rivolto al progetto di realizzazione della nuova sede sociale, si realizza la costruzione della parte grezza e aumentano le iniziative per far conoscere le attività dell’associazione e per l’autofinanziamento; inoltre, continua a svolgersi una intensa attività di protezione civile: alluvione in Versilia e in Piemonte, partecipazione al campo per extracomunitari di Villa Literno e l’impegno in attività di sostegno delle popolazioni di Bugojno in Bosnia  e Rogosnica in Croazia.

Nel maggio’93, l’assemblea generale straordinaria dei soci approva la spesa di 636 milioni di lire per la ristrutturazione dell’ex macello comunale per la realizzazione della nuova sede dell’Associazione.

La prima Festa del volontariato viene effettuata nel luglio dello stesso anno. In ottobre l’associazione aderisce allo sciopero contro l’obbligo del CAP KE, un patentino aggiuntivo per la guida della ambulanza, per cui,  per un giorno intero non viene fornito il servizio di primo soccorso.

Per far fronte al notevole aumento delle attività dell’associazione, il numero degli obiettori viene portato da 4 a 10 e, vista la carenza dei locali della sede, viene affittato un appartamento nel palazzo di fronte per alloggiare gli obiettori in servizio.

Nel gennaio ’94 vengono definite nuove convenzione con USL 21 (alta valle del Reno) per trasporto e accompagnamento ragazzi disabili.

La seconda festa del volontariato, coinvolgendo anche l’A.N.Alpini e altre associazioni volontarie del territorio, ha luogo nella stessa estate.

Nell’autunno arrivano consistenti contributi esterni: l’amministrazione comunale mette in bilancio per il 1995 un contributo di 150 milioni di lire per il completamento della costruzione della nuova sede e l’azienda Ciba ci dona 6 milioni di lire, come contributo per l’acquisto di una nuova ambulanza.

In questo periodo l’associazione viene adottato il numero telefonico 118 per le chiamate di emergenza.

Nel frattempo, dal ’94 il socio Sostene Spettoli è chiamato a portare la sua rinomata competenza nell’ambito della prot. civile e del volontariato, all’interno della presidenza del Consiglio regionale ANPAS.

Nuovi stimoli e pubblici riconoscimenti

Questi sono gli anni dell’adeguamento ai cambiamenti normativi (nuova legge sul volontariato, nascita del terzo settore e nuove disposizioni per la gestione amministrativa),  delle maggiori apertura al sociale e del notevole incremento di contributi finanziari esterni, da cittadinanza, Comune, CIBA e SEFA, che permettono il completamento  della sede e delle attrezzature.

In questo periodo, dall’autunno ’94 al dicembre ’98 la presidenza affidata a Valerio Muratori, si avviano molte nuove attività in convenzioni: ampliamento della convenzioni trasporti assistenziali per il comune, ampliamento convenzione con AUSL per il trasporto dei disabili, convenzione con la Società Autostrade per l’assistenza in caso di blocco stradale, convenzione con la Regione per la protezione civile e nuova convenzione per il servizio urgente 118.

Inoltre, viene anche dato un forte contributo alla promozione e alla nascita delle Pubbliche assistenze di Granaglione e Casalecchio di Reno; l’associazione diventa punto di riferimento per le attività di solidarietà internazionale ANPAS a favore di Chernobyl, Bielorussia, Cuba e vengono ospitati profughi della exJugoslavia, bisognosi di cure ospedaliere.  Eros Tommasi entra a far parte della Commissione qualità dei servizi della ASL Bologna sud.

Nel ’94 e nel ’95 vengono organizzati corsi di primo soccorso per aziende del territorio: Cartiera di Marzabotto, CIBA e ARCO.

Di rilievo anche la forte mobilitazione di protezione civile in occasione del disastro di Sarno (SA), la nomina del socio Mirco Nanni a Consigliere regionale ANPAS, componente della commissione nazionale  della prot. civile e l’entrata a far parte del Consiglio nazionale dell’ANPAS del socio Antonio Paccaloni.

Per il contributo che l’associazione già da anni dà al movimento del volontariato, con numerosi suoi soci chiamati ad importanti responsabilità esterne superiori, in questo periodo si parla frequentemente della forte identità e originalità della nostra esperienza associativa.

Nel ’97 Antonio Paccaloni viene nominato responsabile nazionale ANPAS della solidarietà internazionale e poi, nell’ambito della O.N.G., responsabile del progetto DAR per l’aiuto alle famiglie ed ai bambini orfani della Bielorussia.

In questi anni emerge con sempre maggiore consistenza la necessità di un ricambio generazionale alla guida della associazione, il coinvolgimento di forze nuove rappresentative  dei numerosi giovani soci.

Giovani alla guida della associazione

Con la presidenza di Davide Bravi, dal 1999 al 2003, la guida della Pubblica è affidata a un consistente numero di giovani, espressione della grande crescita della associazione,  nel rispetto dei principi ispiratori e della continuità della esperienza. Tale rinnovamento porta ad adeguare alle nuove esigenze della associazione, lo statuto e il regolamento associativo e favorisce la rivitalizzazione dei vari settori di attività. Viene organizzato il primo corso per dirigenti associativi.

Nel 1999 nella Missione Arcobaleno portiamo un grande impegno di solidarietà internazionale in  Kossovo, Albania e Macedonia, con volontari e attrezzature.

Le nuove convenzioni con il Comune di Sasso M. e il Comune di Grizzana per l’assistenza sociale e con la  società Autostrade per l’assistenza in occasione dell’esodo estivo rappresentano un ulteriore potenziamento delle collaborazioni.

In settembre viene organizzata la festa “Pubblica in festa “ presso la sede della nostra associazione, aperta a tutti i cittadini.

Dal ’99 il  socio Paolo Fabbri, dopo aver dato, dalla fondazione, un forte contributo di generosità e polivalenza operativa alla associazione, è nominato Consigliere regionale  e membro della commissione ANPAS di prot.civile.

Nel 2000 si rinnova della convenzione per il servizio di emergenza 118, in considerazione dell’avvio dei lavori autostradali per “La variante di valico” e una nuova convenzione con Comune di Sasso M. per  le attività di protezione civile.

Nel luglio 2001 la realizzazione di “Pubblica in festa” avviene nuovamente presso la sede sociale, l’anno precedente si era svolta presso il campo parrocchiale.

Questi anni sono caratterizzati anche da un forte incremento delle attività di formazione interna ed esterna alla associazione: numerosi corsi di B.L.S., tecniche di rianimazione,  per cittadini, corsi di primo soccorso all’interno delle scuole e nelle aziende. Dal 1999 sono stati formati al B.L.S. 130 cittadini e altri 30 al B.L.S.D. , tecniche di rianimazione e defibrillazione precoce.

In quegli anni si organizzano corsi di assistenza all’infanzia disagiata e formate 70 persone.

L’associazione inoltre collabora alla realizzazione di molte iniziative culturali proposte da associazioni  del territorio.

Il sostegno dei cittadini permette di proseguire l’impegno per la modernizzazione e il miglioramento delle attrezzature,  acquistando un secondo pulmino per l’aumentata attività di trasporto di disabili.

Nel 2002 viene avviato, in modo organico, il servizio di postazione di una ambulanza della “Pubblica” a Marzabotto, per il soccorso in alcuni orari settimanali e viene realizzata una grande iniziativa di sensibilizzazione e formazione, “Simula 2002”, nei territori di Sasso M. e Marzabotto, con coinvolgimento operativo dei cittadini in operazioni di prevenzione e simulazioni di soccorso.

In quell’estate entra in funzione il servizio medico di supporto ai servizi di emergenza sul territorio, realizzato in convenzione, nell’ambito dei servizi accessori ai lavori per la “Variante di valico e l’associazione avvia l’iter procedurale per la realizzazione, presso la sede, di una nuova struttura per autorimesse e spazi polifunzionali. In dicembre si acquista una nuova ambulanza.

Educazione sanitaria e prevenzione

Durante la presidenza affidata a Stefano Stefani, 2004 – 2006,  un rafforzato impegno viene rivolto a far meglio conoscere l’associazione, svolgendo attività di educazione sanitaria per la popolazione; fra queste, è particolarmente rilevante In piazza per la salute: una serie di iniziative di prevenzione, realizzate con gli specialisti del 118, che hanno visto un ampio coinvolgimento attivo dei cittadini.

Altro avvenimento importante, è il rilancio dell’attività di protezione civile, con la dotazione di un furgone radiomobile e soprattutto la realizzazione di un attivo gruppo di intervento per il soccorso alpino, attrezzato con un fuoristrada Land Rower.

I minori finanziamenti pubblici determinano una nuova convenzione per i servizi con l’ASL, realizzando comunque un migliore coordinamento con  il servizio di soccorso medicalizzato Echo 57 e una sempre più approfondita formazione interna all’associazione.

Vanno inoltre ricordati i miglioramenti apportati alla sede associativa ed il ruolo trainante svolto dalla nostra associazione nell’organizzare una iniziativa di celebrazione dell’anniversario degli attentati dell’undici settembre, con la partecipazione di tutte le associazioni regionali.

Vita associativa e impegno coerenti

La valorizzazione della partecipazione dei soci e della coerenza dell’impegno, prestando sempre molta attenzione alle problematiche interne, con il rigoroso rispetto delle regole e della trasparenza, sono uno dei principali obiettivi durante la presidenza di Luca Vitali, dal 2007 al 2009.

In questo periodo, parecchie sono le innovazioni e le migliorie: oltre alla riorganizzazione amministrativa e dei rapporti finanziari,  viene migliorata la fruibilità della sede associativa, ampliata l’attività ricreativa, rafforzate le tutele assicurative per i soci e rinnovate le divise, per adeguarle alle norme antinfortunistiche.

Si realizza anche un notevole potenziamento del nostro servizio volontario di assistenza sociale, attraverso uno specifico iter formativo degli operatori, nuove attrezzature e più  adeguate convenzioni con enti e istituzioni; in particolare, con una valorizzazione del nostro ruolo, nel rapporto con il servizio 118-Echo 57.

Attività fortemente innovative come il laboratorio Palabò, per le relazioni dei bambini e il progetto, realizzato in collaborazione con il C.A.I., per permettere la fruibilità del territorio naturale e l’escursionismo ai disabili, hanno ampio consenso.

Il consolidamento interno ed esterno

Con la presidenza affidata a Giovanni Tassi, dal 2010 al 2012, l’associazione si pone l’obiettivo primario del consolidamento del suo livello di vitalità e di efficienza. In questa direzione, risulta particolarmente qualificante l’accreditamento presso la Regione E.R., con rilascio della certificazione della qualità dei nostri servizi, attraverso formazione approfondita e importanti dotazioni di attrezzature; come pure la ridefinizione delle collaborazioni con il Comune e l’A.S.C. con una rinegoziazione delle percentuali di rimborso delle spese per i servizi gratuiti per i cittadini.

In questo periodo, la considerazione della cittadinanza per le attività dell’associazione, trova ulteriore conferma nelle donazioni di una autoambulanza e di un’automobile nuove.

Nel frattempo, prosegue il nostro contributo alle attività dell’ANPAS, con Tassi e Bravi nel Consiglio regionale e Verrucchi responsabile  della protezione civile provinciale.

Di rilievo, anche, la nuova dotazione di un impianto fotovoltaico che, oltre a contribuire ad un sensibile abbattimento dei costi energetici, rappresenta anche importante investimento economico per il futuro.

Vanno inoltre ricordate la nostra partecipazione alla formazione di protezione civile nelle scuole, il forte impegno per assistere le popolazioni coinvolte nel terremoto in Abruzzo,  la mobilitazione in occasione della emergenza neve 2012 e le iniziative che l’associazione promuove per raccogliere finanziamenti per donare un’autombulanza 4×4  a una organizzazione assistenziale dell’Uganda.

Contemporaneamente, viene dato più spazio alle iniziative di aggregazione e convivialità, per migliorare la vita associativa dei soci.

La pubblica: una scommessa in corso, non ancora vinta

In questi 30 anni tanta strada è stata compiuta, con un impegno che si è ripetuto e  sempre rinnovato,  le nostre attività sono aumentate: la Associazione è pienamente integrata nel territorio, è una sua espressione, è  fortemente sostenuta dai cittadini, condivide, rappresenta e sostiene le loro problematiche, è una espressione della volontà di contribuire alla soluzione dei problemi.

In questi anni tante persone sono passate dalla “Pubblica” e hanno portato il loro impegno volontario: alcuni hanno vissuto questa esperienza solo per qualche tempo poi sono andati oltre, ma tanti altri invece sono in Associazione già da parecchi anni, perché fare volontariato è divenuto una scelta di vita.

Complessivamente 1134 persone, in questi anni, attraverso la “Pubblica” hanno potuto esprimere la propria volontà di solidarietà, di impegno comune e di vita associativa. Un patrimonio di valori umani e sociali che si sono trasmessi all’interno e all’esterno dell’ associazione: nei soci e nella collettività.

La storia della “Pubblica” rappresenta quindi una scommessa che vede dei cittadini comuni impegnarsi gratuitamente per promuovere ed esprimere questi valori umani.

Questa scommessa però potrà essere veramente vinta solo quando la solidarietà e la tutela dei diritti civili saranno una espressione della coscienza di tutti.

Tutto questo, per qualcuno può  sembrare solo un’ utopia o un sogno, per noi della “Pubblica” invece rimane una scommessa da vincere.

Comunque complimenti, ma il cammino è ancora lungo.

Pubblica Assistenza Sasso Marconi

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